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Perché è importante lo smaltimento degli Pneumatici fuori uso (PFU)?

La sigla PFU ha origine nella necessità di affrontare un tema piuttosto spinoso quale è quello dello smaltimento degli Pneumatici Fuori Uso. In effetti, anche questo tema fa parte della raccolta “differenziata” avviata da tempo in gran parte del nostro paese. Una raccolta con cui ci si dà l’opportunità di riciclare un oggetto giunto alla fine della propria vita, dando anima a qualcosa di altrettanto utile.

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I PFU, per esempio, possono essere trasformati in energia, ma anche nei morbidi tappeti dei playground dei parchi giochi dedicati ai più piccoli.

Raccogliere e riciclare è, dunque un diritto/dovere di tutti che, nel caso dei PFU, è determinante dato il numero sempre più alto dei veicoli circolanti. E, purtroppo, l’Italia detiene un primato: possediamo circa 60 auto ogni 100 abitanti che tradotto in numeri significa 37 milioni di auto in circolazione che, moltiplicato per quattro, vuol dire 148 milioni di pneumatici. E stiamo parlando delle sole automobili, che, ovviamente, non sono i soli mezzi in circolazione.

Capite che il problema è prioritario, cioè non solo importante, ma anche urgente?

A partire dal 2011, viene emanato un Decreto legge che regolamenta lo smaltimento ed il recupero degli pneumatici fuori uso (PFU).

Cosa dice il decreto?

Il Decreto fissa un contributo obbligatorio a carico degli utenti finali, cioè di coloro che acquistano le gomme nuove, che viene utilizzato per tre obiettivi:

1)    a favore del nostro pianeta, attraverso la gestione dello smaltimento dei PFU

2)    contro le discariche abusive

3)    a favore del riciclo, dando nuove destinazione, forma o anima ai PFU

Come funziona?

Gli acquirenti degli pneumatici nuovi, cioè noi, pagano anticipatamente il contributo ai rivenditori, siano essi i gommisti o uno shop online, come gomme-auto.it. I rivenditori che, a loro volta, hanno versato il contributo ai produttori di gomme auto, verseranno tale somma ai consorzi deputati alla raccolta e smaltimento dei PFU. Tale servizio è totalmente gratuito.

Il decreto fissa come target, il controllo del 100% delle gomme vendute: tante ne vengono immesse sul mercato, tante ne devono essere smaltite. Il tutto con un piccolo scarto. Questo obiettivo rende chiaro il fatto che la lotta alle discariche abusive è totale. A questo, si abbinano altre politiche volte a ripulire le zone utilizzate per lo scarico abusivo dei PFU. Una delle ultime, e più appassionanti, operazioni è stata condotta la scorsa estate e prendeva il nome di ‘PFU Zero nelle Isole Minori’. La pulizia dei fondali marini, con rimozione di tonnellate di Pneumatici Fuori Uso, ha coinvolto 6 diverse regioni italiane per un totale di 11 isole, tra cui le bellissime Ponza, La Maddalena, Ischia, Le Eolie e persino Capri.

Enrico Ambrogio, Presidente di EcoTyre afferma: “PFU Zero nelle isole minori è un progetto che ci sta dando grandi soddisfazioni. È per noi fondamentale che i cittadini coinvolti, e non solo, comprendano l’importanza del corretto recupero degli PFU e delle opportunità che il loro riciclo offre a tutti noi. Ci teniamo a sottolineare che abbiamo scelto Ischia non perché sia un’isola inquinata ma perché crediamo che questa perla del Mediterraneo possa essere da esempio per altre amministrazioni che EcoTyre continuerà a supportare gratuitamente, come da propria mission, con attività di raccolta straordinaria”.

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